Visualizzazione post con etichetta sicilia romana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sicilia romana. Mostra tutti i post

lunedì 1 febbraio 2010

Riapre l'anfiteatro romano di Catania

Una lunga attesa per un piccolo restauro

E' stato comunicato che da domani riaprirà finalmente al pubblico l'anfiteatro romano di Catania. Il monumento, uno dei principali di Catania antica, era chiuso ormai da mesi a causa della lesione a una delle due colonne che avrebbe potuto cedere. Già nel mese di novembre avevamo riportato quanto segnalato dai giornali locali: un intervento minimo (si tratta di una falsa colonna, realizzata nel 1906 e che, pertanto, non richiede particolari accorgimenti per il restauro) rischiava di trasformarsi in una lunga odissea a causa dei conflitti di competenze tra il Comune di Catania e la soprintendenza ai beni culturali.
Dopo tre mesi sembra sia stata trovata finalmente la soluzione anche perchè l'intervento verrà eseguito in forma gratuita da un restauratore locale e durerà appena poche ore, dopodichè i visitatori potranno nuovamente visitare il monumento. Nulla si è invece ancora mosso per il passaggio di consegne dalla soprintendenza al comune per la gestione del monumento.

---
Immagine: l'anfiteatro di Catania (foto con licenza Creative Commons tratta da Wikimedia)

giovedì 10 dicembre 2009

Ritrovate delle terme romane a Siracusa

Continuano le scoperte archeologiche a seguito dei lavori pubblici


Scoperte terme romane a SiracusaI lavori pubblici che dall'inizio del 2009 stanno interessando Siracusa mese dopo mese stanno portando alla scoperta di nuove vestigia archeologiche che a poco a poco stanno permettendo di ricostruire il volto della città in epoca romana.
La scorsa settimana, nel corso dei lavori che stanno interessando viale Cadorna sono venuti alla luce i resti di un edificio termale di epoca romana, il più grande finora conosciuto in città. Negli ultimi giorni nel corso dei lavori pubblici è stato liberato un muro in opus reticolatum e, adesso, una serie di ambienti e corridoi -tra cui una grande vasca circolare di mattoni cotti- di un grande edififico termale databile al I sec. a.C.
Nel corso degli scavi sono stati riportati alla luce anche numerosi tubi fittili che servivano per la circolazione dell'aria calda che consentiva l'esistenza di stanze a diverse temperature all'interno delle terme. Nel corso dello stesso scavo, poco distante è stato anche rinvenuto un magazzino contenente delle anfore di vino intatte con i relativi tappi di chiusura.
Al momento i lavori pubblici sono stati interrotti per consentire uno scavo archeologico d'emergenza. Una volta rilevati tutti i dettagli, purtoppo, come da progetto, i tubi fognari passeranno sopra il ritrovamento archeologico senza danneggiarlo e la strada dovrà essere richiusa.
Le scoperte degli ultimi mesi permettono di tracciare un quadro sempre più completo della Siracusa romana, finora poco conosciuta. A ridosso del quartiere Santa Lucia, il ritrovamento di diversi edifici importanti fa ritenere l'esistenza di un quartiere cittadino molto vivace mentre pochi mesi fa è stata riportata alla luce una larga strada romana che nell'opinione di alcuni studiosi potrebbe essere identificata con la "Via Lata Perpetua" che Cicerone nomina nella sua descrizione di Siracusa.

martedì 14 luglio 2009

Verso la fruibilità del dolmen di Avola


Si punta a rendere visitabili il dolmen e la villa romana di Avola





Nel martoriato mondo dell'archeologia siciliana, nelle ultime settimane si sono avute alcune incoraggianti notizie riguardo alla fruibilità di alcune aree archeologiche minori.
Le notizie riguardano il territorio comunale di Avola (SR) e, in particolare due monumenti: il cosiddetto "dolmen" di contrada Falaride e i resti della villa romana ubicata sul lungomare, alla foce del Margi.
La soprintendenza di Siracusa ha dato notizia che la gestione per il pubblico della villa sarà affidata allo stesso comune di Avola (questo probabilmente dalla fine del mese di luglio) per valorizzarla maggiormente mentre per quanto concerne il dolmen si stanno già realizzando alcuni lavoro per attrezzare l'area per le visite.
Il dolmen è ubicato in contrada Falaride (Borgellusa) poco prima dell'ingresso nella città di Avola ed è indicato dalla consueta cartellonistica marrone. Venne studiato per la prima volta negli anni '60 dallo studioso locale Salvatore Ciancio dopo che per lunghi anni nessuno studioso se ne era occupato. L'interesse accademico fu tempestivo sebbene legato anche a numerose polemiche sulla reale natura del dolmen. L'importanza archeologica del sito permise anche di porre il vincolo su un'area che all'epoca veniva rapidamente urbanizzata. Prova ne sono ancora oggi le numerose villette che "soffocano" da ogni parte il monumento, anche direttamente a ridosso di esso.
Ancora oggi gli studiosi non sono concordi se effettivamente si tratti di un dolmen. Con il termine "dolmen" solitamente si indicano delle strutture megalitiche costituite da due o più lastre di pietra verticali infisse nel terreno, su cui si poggia una lastra orizzontale. Nel caso del dolmen di Avola queste caratteristiche ci sono ma resta controverso se si tratti di una struttura artificiale o di un semplice "scherzo della natura" come sostenuto da alcuni geologi. E' invece provato il fatto che si tratti di un monumento archeologico. Sulla sua sommità, sul lastrone verticale sono scavate nella roccia ben 10 sepolture, dei loculi molto piccoli che fanno pensare a sepolture per bambini. Resta difficile datare il monumento per i continui stravolgimenti naturali ed artificiali che ha subito e per la mancanza di reperti archeologici ad esso associati. Dopo un fortunato periodo di interesse anche in campo nazionale, il dolmen è stato quasi dimenticato e, fino a poco tempo fa, era in totale stato di abbandono, soffocato dalla vegetazione e dalle vicine costruzioni. L'amministrazione di Avola invece ha recentemente provveduto a ripulire l'area (sia dalle sterpaglie che dalla spazzatura) e ad installare una recinzione di legno. Un ottimo passo in avanti per un rinnovato interesse per questo monumento e per la sua fruibilità anche se sarebbe ancora da auspicare una migliore cartellonistica sia per trovare il luogo che per dare delle informazioni basilari ai visitatori.
Un altro monumento avolese recentemente motivo di interesse è la villa ellenistico-romana (contrada Margio) che si trova poco distante, all'inizio del lido di Avola. Sicuramente meno famosa e spettacolare della vicina villa del Tellaro, anche questo monumento ha vissuto difficili anni di abbandono. La strada costeggiante la spiaggia ha mutilato l'antico monumento tagliandolo in due. Lo stesso per anni è stato protetto solo da un'esile recinzione e lasciato in balia della vegetazione dirompente. La villa non è stata ancora scavata (sebbene i primi scavi risalgano al 1955) per intero ma le indagini archeologiche hanno restituito ceramica, monete e suppellettili. Probabilmente anche la villa romana di Avola ebbe una sorte analoga a quella della villa del Tellaro: essere distrutta dal fuoco. Lungo gli strati archeologici scavati si nota un'area annerita probabilmente dalla combustione di un incendio.
Questa antica testimonianza della storia della città di Avola, per lungo tempo è rimasta sconosciuta ai più. Recentemente è stata realizzata una copertura di protezione per la pavimentazione. Anche qui la speranza è quella di una costante manutenzione che liberi dalla vegetazione il monumento, rendendolo ben leggibile a quanti lo volessero visitare e magari una cartellonistica opportuna, dotata di piante e spiegazioni e, perchè no, nuovi studi e ricerche intorno a questa antica abitazione patrizia.
Dopo l'organizzazione delle visite guidate gratuite a Cavagrande del Cassibile, i lavori di ripristino qui indicati e la prossima consegna del parco archeologico di Avola antica, c'è da sperare che possa aprirsi una nuova fortunata stagione per l'archeologia ma anche per il turismo ad Avola.



venerdì 17 aprile 2009

Appuntamenti archeologici per la settimana della cultura a Catania


Inaugurazione di due siti chiusi da lungo tempo


La settimana della cultura vedrà a Catania alcuni interessati appuntamenti a sfondo archeologico. Verranno presentati dei volumi dedicati alle Terme romane della rotonda e al santuario siculo dei Palici presso Palagonia e, in contemporanea, verranno inaugurati per il pubblico i suddetti siti.

Riportiamo di seguito la locandina degli eventi


lunedì 23 febbraio 2009

Sicilia romana: online gli atti del convegno

Gratuitamente online gli atti del convegno "Sicilia romana"





Un tema di sicuro interesse per archeologi, storici, studiosi è appassionati è la Sicilia in epoca romana. Per far luce su questo periodo storico, nel 2006, il 20 e 21 maggio, l'associazione Siciliantica organizzò un convegno di studi a Caltanissetta, che ha visto la partecipazione e l'intervento di studiosi da tutta Italia.

Adesso - cosa rara - gli atti integrali del convegno sono disponibili gratuitamente online e possono essere scaricati in formato pdf.

Gli atti sono divisi in 18 file pdf, uno per ogni intervento più l'indice, la premessa e la conclusione. La pagina del sito dell'associazione da cui scaricare gli atti è la seguente:






Numerosi ed interessanti gli interventi di tale convegno. Eccone un elenco:



  • "Centralità e/o marginalità della Sicilia tra la crisi della res publica e i primi anni dell'impero" (Rosalia Marino)

  • "Gli insediamenti rurali in Sicilia tra repubblica e impero" (Giorgio Bejor)

  • "Il patrimonio imperiale in Sicilia" (Elena Caliri)

  • "Presenze romane nella valle del Salso: un nuovo sito archeologico attraverso la ricognizione di superficie" (Laura C. Paladino)

  • "Il territorio di Alesa: prime considerazioni sul popolamento di età repubblicana e alto imperiale" (Aurelio Burgio)

  • "Culti nelle Tabulae Halaesinae: continuità e interculturalità" (Nicola Cusumano)
    "La viabilità costiera della Sicilia orientale in età romana: la cosiddetta Via Pompeia" (Giuseppina Sirena)

  • "Architettura pubblica ed evergetismo nella Sicilia di età repubblicana" (Lorenzo Campagna)

  • "Evidenze archeologiche di età romana nel territorio di Gela e Butera" (Marina Congiu)

  • "A proposito di "romanizzazione" della Sicilia. Riflessioni sulla cultura figurativa" (Elisa Chiara Portale)

  • "Rinvenimenti monetali nell'area centro-meridionale della Sicilia" (Lavinia Sole)

  • "La monetazione in Sicilia in età romana" (Giuseppe Guzzetta)

  • "La via dello zolfo: insediamento e viabilità nel territorio di Milena (CL)" (Lucia Arcifa, Francesco Tomasello)

  • "Nuove considerazioni sulle comunicazioni stradali siciliane in età romana" (Luigi Santagati)

  • "La formazione del sistema stradale romano in Sicilia" (Giovanni Uggeri)

Una vera occasione, pertanto, quella di poter usufruire comodamente online di tale materiale.

Related Posts with Thumbnails

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Articoli a caso

Questo e molti altri utili addon sono tratti da