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lunedì 13 febbraio 2012

Una ricostruzione 3D della torre di Vendicari

Torre di Vendicari 3D (Ricostruzione: NoReal)
Visitando l'area naturalistica protetta di Vendicari, nei pressi di Noto (SR), una delle prime strutture che salta all'occhio del visitatore è l'antica torre medievale, posizionata in riva al mare, accanto alla tonnara. Si tratta di una delle tante torri che in antichità facevano parte della rete di avvistamento dei pirati che circondava la Sicilia. Grazie a questa struttura, le navi nemiche venivano avvistate in tempo e con un sistema di segnali di fumo di giorno o di fuochi, di notte, le informazioni potevano arrivare in poche ore da un capo all'altro dell'isola. Alcuni anni fa è stato realizzato al computer un interessante documentario con una ricostruzione 3D della torre nelle sue varie fasi costruttive. Tale filmato è oggi visionabile dai visitatori all'interno del centro visitatori della riserva di Vendicari. Qui di seguito è possibile vedere un breve trailer del filmato, realizzato dalla NoReal, la società che ha curato il documentario. Sul sito dell'assessorato regionale ai beni culturali è invece possibile visionare l'intero documentario sulla torre medievale di Vendicari, della durata di circa 8 minuti.




lunedì 9 gennaio 2012

Pantalica nel panorama della preistoria siciliana

Online su Sperimentarea.tv

Sperimentarea.tv è una interessante web-tv dedicata ad argomenti scientifici. Tra i video disponibili online è anche possibile visionare un interessante documenterio del 1992, dal titolo "Pantalica nel panorama della preistoria siciliana". Il video, fatto realizzare dal museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa ha visto la regia di Giovanna Bongiorno e  la consulenza scientifica dell'archeologo Giuseppe Voza. Il documentario esplora Pantalica esclusivamente da un punto di vista storico-archeologico mettendo in risalto le caratteristiche della cultura preistorica di Pantalica. E' possibile visionarlo direttamente su Sperimentarea oppure cliccando sul video intergrato in questo post.

sabato 20 novembre 2010

Priolo paleocristiana (2): la catacomba della Manomozza


Un monumento tornato nell'oblio

La curiosa recinzione della catacomba ed alcuni pozzi
Tra gli ipogei funerari della zona di Priolo Gargallo, il più celebre è sicuramente la catacomba chiamata della Manomozza, ubicata a breve distanza dall'ingresso sud del paese. Prima ancora di parlare di questo ipogeo di epoca paleocristiana, molto vi sarebbe da dire sulle sue condizioni di conservazione e fruibilità. Allo stato attuale, la catacomba della Manomozza risulta chiusa al pubblico e del tutto priva di cartellonistica che ne indichi la posizione. Non risultano inoltre, a breve termine, progetti per la sua apertura anche parziale. Dispiace registrare questo, in netta controtendenza con il notevole interesse che invece il comune di Priolo Gargallo ha mostrato per il recupero e la fruizione di Thapsos, sito anch'esso ricadente nel comprensorio comunale. Quanti si avventurano alla ricerca della catacomba della Manomozza trovano invece cumuli di rifiuti (tutta la parte antistante è tristemente ridotta a discarica abusiva), un cancello arrugginito, sigillato da un lucchetto ancor più arrugginito, ed una recinzione di ferro e cemento che difficilmente si potrebbe definire di buon gusto. Le foto che accompagnano questo articoletto sono testimonianza di quanto si presenta oggi agli occhi del curioso visitatore o turista. (una galleria fotografica completa è disponibile su Siracusareport.tk) Eppure, la catacomba della Manomozza fu tra i primi monumenti archeologici della zona ad essere restaurato. Questo già alla fine degli anni Sessanta, con il contributo della SINCAT che voleva dimostrare come l'area industriale potesse sostenere e dare fondi anche per lo sviluppo culturale. Il monumento venne studiato già agli inizi del Novecento dall'archeologo Paolo Orsi e, in seguito ebbe ancora l'interessamento di studiosi di grande fama come Bernabò-Brea e Agnello. E' ubicato a breve distanza da quell'importante monumento paleocristiano priolese che è la basilica di San Focà. Una ingresso rettangolare ed una breve scalinata immettono all'interno della catacomba. Esplorando l'ipogeo si sono trovate tracce di una sorta di pozzo che poteva essere un ingresso più nascosto allo stesso, realizzato in epoca anteriore all'editto di tolleranza. Oltre alle sepolture monosome e polisome, uno dei cubicoli della Manomozza è caratterizzato da due sepolture a baldacchino. Si tratta dell'area di maggior pregio del sepolcreto. Paolo Orsi esplorò con cura la Manomozza che però risultava già violata in antico e pertanto restituì pochi reperti. Si trattava di un piccolo cimitero rurale e, pertanto, privo di grandi e lussuose decorazioni. Ciò nonostante, l'archeologo, registrò i resti di ben 13 iscrizioni. L'Orsi identificò due fasi costruttive nella Manomozza, una precostantiniana e l'altra del IV sec. d.C. (l'esplorazione della campagna circostante restituì una moneta bronzea dell'imperatore Costanzo).
Pianta della Manomozza disegnata da R.Carta
La catacomba della Manomozza ha avuto alterne fortune per quando concerne la sua fruibilità. Restaurata negli anni Sessanta, l'impianto elettrico ed idrico vennero in seguito distrutti. Nel 2000, grazie all'interessamento del Lions club venne nuovamente resa fruibile e, in passato, è stata anche utilizzata come suggestivo scenario per un presepe vivente natalizio. Oggi, bisogna con rammarico registrare che tale monumento è nuovamente caduto nell'oblio. A completamento di questo breve post un interessante filmato "scovato" sulla rete. Si tratta di un documentario,  di oltre 20 minuti, dedicato alla catacomba e realizzato nel 1990 da Salvo Maccarrone per un'emittente televisiva locale. Un lodevole tentativo per divulgare e valorizzare al grande pubblico anche il patrimonio archeologico minore.

martedì 13 aprile 2010

Ragusa nelle cartoline d'epoca

Un bel video tratto da Youtube

Sovente e con piacere, nei post di questo blog si da spazio a filmati di qualità che richiamano i luoghi più incantevoli della Sicilia. Eccovi allora un bel video tratto da Youtube e realizzato da Massimo Rovetto che propone un gradevolissimo mix composto da una lunga sequenza di rare cartoline d'epoca inerenti Ragusa e una piacevole colonna sonora di accompagnamento.
Un piccolo viaggio visuale nella Ragusa di inizi novecento spaziando dal Corso Vittorio Emanuele al Ibla al Castello di Donnafugata.

venerdì 15 gennaio 2010

Nuovo video su Thapsos

Segnaliamo un nuovo video su Youtube


Navigando in internet è bello, di tanto in tanto, andare a "spulciare" siti come Youtube alla ricerca di nuovi interessanti filmati in ambito archeologico. Ogni tanto capita anche qualche piacevole novità. Segnaliamo e condividiamo in questo caso un nuovo breve documentario dedicato al sito archeologico di Thapsos vicino Priolo Gargallo (SR) di cui ci siamo più volte occupati in questo blog.
Tomba a pozzo da Thapsos (credits: www.sicilystockphoto.com)Il video dura pochi minuti e fa una breve panoramica della necropoli con tombe a grotticella artificiale di Thapsos.
Thapsos è un sito chiave per la comprensione della preistoria siciliana. Dà il nome all'omonima cultura della media età del bronzo, sviluppatasi in Sicilia alla metà del secondo millennio a.C.
Il sito venne studiato in particolar modo dall'archeologo Giuseppe Voza e, oggi, dagli studiosi è ritenuto un vero e proprio emporio commerciale dell'antichità dove confluivano merci da varie zone del Mediterraneo (Cipro, Grecia) e dove forte era l'influenza micenea.
Oggi la necropoli è liberamente fruibile mentre i resti del villaggio protostorico sono visitabili solo "a singhiozzo" su prenotazione (vedere i precedenti post dedicati all'argomento).
Eccovi allora il video citato e buona visione !
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Video: salvomac/Youtube - Foto: S.Leggio/Sicilystockfoto.com






sabato 21 febbraio 2009

Un documentario online su Kamarina

Riscoprire l'antico sito archeologico con le immagini di Youtube


Kamarina è un sito archeologico di epoca greca che sorge nei pressi dell'odierna Santa Croce Camerina, a pochi chilometri da Ragusa. Di quella che un tempo fu la maggiore tra le subcolonie di Siracusa, sopravvivono oggi alcuni resti della città, dell'agorà, delle abitazioni. Sul posto, inoltre, si trova un piccolo museo in cui vengono esposti i reperti trovati in situ.
Kamarina è posta lungo la bellissima riviera ragusana ed è oggi un sito sconosciuto al turismo di massa. Proponiamo in questo post un breve video-documentario, pubblicato su Youtube e realizzato da Felice V. Bagnato che ci porta tra i resti dell'antica Kamarina.



Se desiderate organizzare una visita guidata a Kamarina, potete consultare le pagine del sito http://www.hermes-sicily.com/

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