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sabato 7 maggio 2011
Un logo per la giornata dell'archeologia
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lunedì 23 novembre 2009
Notizie degli Scavi online
Consultarle online con Archive.org
Chi lavora nel campo dell'archeologia o anche quanti sono semplicemente appassionati ricercatori del passato ben conoscono le "Notizie degli Scavi" pubblicate dall'Accademia dei Lincei, una vera e propria miniera di informazioni sugli scavi archeologici effettuati in passato, a partire dalla fine del XIX secolo.
La parte di documentazione è importante quanto la parte di lavoro sul campo e, frugando tra le pagine delle "notizie degli scavi", si trovano i resoconti, i rilievi le considerazioni fatte dagli archeologi che in passato hanno lavorato su un sito.Nel caso specifico della Sicilia è un vero piacere consultare le relazioni di fine ottocento-inizi novecento, spesso scritte da quel meticoloso e instancabile archeologo che era Paolo Orsi e che tanto lustro diede all'archeologia siciliana.
Vivendo nell'epoca di internet sarebbe comodo poter possedere un comodo DVD con la raccolta completa delle "notizie degli scavi" da poter esplorare a proprio piacimento.
Una realtà putroppo ancora oggi utopica. Possedere i volumi è laborioso e costoso e l'unica soluzione applicabile è una visita alle biblioteche delle soprintendenze, sperando che siano fruibili e ben fornite.
Eccovi però una piccola chicca: l'America non cessa di stupirci e, nel fervore di condivisione di documenti non più coperti da copyright e di libera condivisione della informazioni scientifiche per scopi didattici (che a dire il vero oggi in Italia ancora latita), è possibile trovare digitalizzati online un discreto numero di volumi delle "notizie degli scavi" in comodi formati elettronici quali il pdf.
Eccovi allora 2 link risultanti dalla ricerca effettuate su biblioteche statunitensi e canadesi:
- Notizie degli scavi - biblioteche statunitensi
- Notizie degli scavi - biblioteca canadesi
Il periodo dei volumi pubblicati va grossomodo dal 1885 al primo quarto del XX secolo, un periodo d'oro per la ricerca archeologica italiana. Si tratta di migliaia di pagine scansionate con relazioni degli scavi effettuati in tutta la penisola. Un vero patrimonio di informazioni messo a disposizione della collettività !
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martedì 15 settembre 2009
Musica e archeologia a Siracusa

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sabato 4 luglio 2009
L'Archivum Historicum Mothycense ora anche online
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mercoledì 20 maggio 2009
Aperto ai visitatori il sito archeologico di Thapsos
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giovedì 23 aprile 2009
Nuovamente fruibile il museo "Paolo Orsi"
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venerdì 17 aprile 2009
Appuntamenti archeologici per la settimana della cultura a Catania
Inaugurazione di due siti chiusi da lungo tempo
Riportiamo di seguito la locandina degli eventi
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martedì 16 dicembre 2008
Natale 2008: eventi archeologici e culturali a Siracusa
A partire dal 23 dicembre prenderà il via la mostra "L'Annunciazione di Antonello da Messina: il restauro". Il famoso dipinto è stato per lungo tempo assente dal Siracusa per essere sottoposto ad un restauro integrativo, a cura dell'equipe del prof. Basile, la stessa che ha curato il restauro del Cenacolo di Leonardo. Il dipinto rientra finalmente a Siracusa anche se non ancora al museo Bellomo, sua sede originaria. Dal 23 dicembre al 3 maggio 2009 sarà esposto all'ex Convento del Ritiro, in via Mirabella, nel centro storico di Ortigia. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Si tratta della prima "uscita pubblica" del dipinto dopo l'innovativo restauro a cura dell'istituto centrale del restauro se si escludono pochi giorni di esposizione a Roma
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venerdì 7 novembre 2008
Megara Iblea: l'abitato arcaico
- Préface - Avant-propos
- Chapitre 1 -L'espace urbain mégarien, histoire d'une redécouvert
- Chapitre 2 - recherches topographiques sur l'habitat du plateau Sud (1977-1983)
- Chapitre 3 - Sondages sur la fortification méridionale (1978-1982)
- Chapitre 4 - Les fortifications archaïques
- Chapitre 5 - Le sanctuaire de Nord-Ouest
- Chapotre 6 - À travers le plateau nord
- Chapitre 7 - Retours sur l'agora
- Chapitre 8 - Relectures thématiques
- Chapitre 9 - La mise en place du plan urbain
- Chapitre 10 - Culture et société
- Conclusion générale
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domenica 24 agosto 2008
La necropoli di Castelluccio
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giovedì 7 agosto 2008
In Sicilia beni culturali al chiaro di Luna
Apertura serale estiva per alcuni monumenti
Siracusa - Area archeologica della Neapolis
Si tratta del più importante sito archeologico di Siracusa. Il quartiere monumentale della città greca ove sono localizzati il teatro, l'anfiteatro romano, l'ara di Ierone e l'orecchio di Dionisio.
Siracusa - Ipogei di Ortigia
Noto - Villa Romana del Tellaro

Pozzallo - Torre Cabrera
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domenica 1 giugno 2008
Manifestazione Nazionale Archeologi

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giovedì 13 marzo 2008
L'antica pietra di Siracusa
Parte I - Cave, latomie e muri a secco
Una cosa fuor di dubbio colpisce quanti visitano le vestigia dell'antica Siracusa greca. Si tratta dell'enorme quantità di pietra utilizzata per costruire la città. Siracusa, come del resto gran parte della Sicilia Sudorientale, è ricca di grandi falde di bianchissima pietra calcarea. Tale materiale venne ampiamente utilizzato per le costruzioni civili, religiose e militari. A tal proposito basti pensare ai 27 Km di cortina muraria che circondavano la città, oggi noti come "Mura Dionigiane". L'estrazione della pietra avveniva in antico con varie tecniche. A Siracusa e negli immediati dintorni ritroviamo l'applicazione delle varie tecniche di raccolta della materia prima da costruzione e di messa in opera della stessa. Il metodo più semplice era fuor di dubbio la raccolta a "cielo aperto" ovvero raccogliendo direttamente in superficie le pietre di piccole dimensioni e utilizzandole per creare dei muretti a secco. Tale tecnica si ritrova a Siracusa ma anche negli altri insediamenti Greci vicini e, ancora oggi, i muretti a secco sono una caratteristica del paesaggio agrario siciliano.
FIGURE: Opera muraria a secco nel Castello Eurialo di Siracusa - Muretti a secco nelle case dei primi coloni di Megara Iblea - Moderno muretto a secco nelle campagne ragusane
Questa tecnica a secco con muretti composti da pietrame piccolo e irregolare poteva andar bene per piccole costruzioni come le case unicellulari dei primi coloni di Megara Iblea. Per costruzioni difensive o per gli edifici pubblici e religiosi occorreva però pietra di migliore qualità: blocchi squadrati, spesso "megalitici" ovvero di grandi dimensioni. Gli architetti greci non utilizzavano malte come leganti, per cui i muri tenevano per puro effetto della forza di gravità ed era importante una buona lavorazione per garantire un buon risultato. I 27 chilometri di mura che circondavano Siracusa, voluti dal tiranno Dionigi per difendere la città dalla minaccia
Estrazione di pietra a terrazza nei pressi del Castello Eurialo di Siracusa
cartaginese, sono costruiti in blocchi megalitici. Per garantire il materiale da costruzione ma anche la rapidità dei lavori vennero aperte numerosissime piccole cave di pietra, latomie, vicino ai cantieri di costruzione. Ciò che rimane delle mura dionigiane è oggi vincolato e aggirando la città di Siracusa, oltre ai resti delle mura si incontrano i resti di queste piccole latomie a terrazza, che estraevano la pietra per filari successivi partendo dall'alto e dopo aver eliminato il primo strato di pietra di pessima qualità. Nelle varie immagini che fanno da contorno a questo testo si possono vedere scorci di queste latomie. Se ne trovano ad esempio nelle immediate adiacenze del Castello Eurialo, la grande fortificazione voluta dal tiranno Dionigi per difendere l'ingresso all'altipiano dell'Epipoli. Al fianco del castello, al di sotto di esso, scorreva una delle vie di accesso alla città. Oltre alle torri del castello stesso, il solido impianto di una "porta a tenaglia" garantiva ulteriormente la sicurezza del luogo. Il materiale litico per questo primo tratto delle mura dionigiane venne reperito direttamente in loco. Dalla porta escono delle carraie e, poche decine di metri al di fuori del perimetro difensivo troviamo i resti di una piccola cava. I blocchi veniva estratti direttamente "a terrazze". Si riconoscono ancora bene i segni di taglio dei filari di blocchi e quelli sbozzati ma non liberati dal banco roccioso. Una latomia di una certa dimensione è localizzata anche nel pianoro dell'Epipoli e ancora troviamo due piccole cave a cielo aperto al di fuori delle mura cittadine in zona Scala Greca. Una prima nella vallata al di sotto del pianoro cittadino, oggi semiinterrata ed un'altra lungo i fianchi stessi della collina, unendo la vicinanza alle fortificazioni e pertanto al cantiere di lavoro, al secondo scopo di rendere ancora più accidentato il percorso. Le mura dionigiane percorrevano poi un lungo arco ma non si interrompevano sul lato delle ripide scogliere na aggiravano per intero la città. Così anche nelle zone non costruite del quartiere Santa Panagia ci si può imbattere nel piano di una cava ove si riconoscono ancora benissimo le incisioni per il taglio dei filari dei blocchi.
Oltre a queste piccole cave temporanee, di supporto per i vari cantieri, Siracusa però aveva delle grandi cave da cui nel corso dei secoli venne estratto ingentissimo materiale da costruzione. Si trattta di veri e propri fossati con pareti dritte e liscie, profondi alcune decine di metri e larghi altrettanto. Sono le famose latomie di Siracusa di cui ci raccontano anche storici del calibro di Tucidide. La più famosa di queste è la latomia del paradiso, localizzata nell'odierna area archeologica della Neapolis. Tucidide ci racconta delle sofferenze che ivi pativano i prigionieri dopo la disfatta ateniese nella guerra del Peloponneso. La cava diventava per loro al contempo prigione e luogo di lavoro forzato. Data l'imponenza di questi fossati, non è escluso che giocassero un ruolo difensivo prima della costruzione delle mura dionigiane. Nelle latomie oltre all'estrazione a cielo aperto, avveniva anche l'estrazione in tunnel. La latomia del paradiso è costellata da vari di questi tunnel. Il più celebre è l'orecchio di Dionisio, all'interno del quale si notano ancora i segni rettilinei lasciati dai blocchi di pietra rimossi. Stessa cosa vale per la
In basso: Veduta dell'Orecchio di Dionisio dall'interno. Lungo la parete sinistra si riconoscono con facilità i segni lasciati dai blocchi di pietra estratti
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lunedì 18 febbraio 2008
Casmene

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giovedì 14 febbraio 2008
La tomba del principe di Baravitalla


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domenica 3 febbraio 2008
La catacomba del Molinello
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venerdì 1 febbraio 2008
Introduzione a OziExplorer
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lunedì 28 gennaio 2008
Un economico GIS archeologico fai da te I
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domenica 27 gennaio 2008
La più antica Venere della storia
Lo so, ho promesso che avrei parlato soprattutto di Sicilia... e mi smentisco subito.
Come primo breve articolo su questo blog non parlo di Sicilia bensì di Austria.
Ma che ci volete fare... reduce da un viaggio in quel bellissimo paese, volevo postare un'immagine di quella che forse è la più antica Venere della storia: la Venere di Willendorf.
Devo ammetterlo, la conoscevo di fama ma non sapevo assolutamente che si trovasse a Vienna, al Museo di Storia Naturale. Scoperto questo la visita era d'obbligo e dopo numerose sale dedicate a minerali ed animali, ecco quella dedicata alla preistoria.
Li al centro, una piccola stanzetta di legno a forma di tempio greco, totalmente buia e schermata, con la nostra protagonista, la Venere.
Ne posto una foto
Certo a vederla così, come Venere non è proprio il massimo ma... a pensare che risale al paleolitico vengono i brividi. Pensate a questo sconosciuto artista di migliaia di anni fa che, con mezzi del tutto rudimentali è riuscito a delineare così bene i caratteri che maggiormente lo interessavano, quelli riferibili alla fertilità ed alla riproduzione.
Oggetto sacro ? Oggetto augurale ? Oggetto d'arte o cos'altro ? E poi come mai alcuni tratti così ben delineati e quella testa particolare ? Probabilmente sono risposte che non avremo mai ma, sono tra quelle domande che conferiscono fascino all'archeologia.
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sabato 26 gennaio 2008
Inizia una nuova avventura !
Sono bastati pochi minuti... alcune decine di click su internet, ed ecco ai nastri di partenza questa nuova avventura tecnologica... questo blog.
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